I Film che hanno previsto il Futuro

I Film che hanno previsto il Futuro

Nel mondo del cinema esistono film che hanno rappresentato previsioni tecnologiche che si sono rivelate nel futuro

Ogni tanto ci imbattiamo in un film o una serie TV che fa una previsione così audace sul nostro futuro che tutto ciò che possiamo fare è scuotere la testa e ridere della sciocchezza che abbiamo appena visto, anche se ammiriamo la loro immaginazione. Poi, però, accade che qualche decennio dopo ci rendiamo conto che quelle trovate cinematografiche avevano soltanto anticipato i tempi. Non tutti i film (soprattutto di fantascienza) hanno azzeccato le loro previsioni, ma ci sono alcuni film le cui “invenzioni” si sono rivelate sorprendentemente esatte o molto vicine alla realtà. Vediamo, quindi, quali sono state le previsioni e i film che le hanno fatte. Pronti? Bene, partiamo!

I viaggi nello spazio e oggetti avveniristici

Uno dei più importanti pionieri del cinema è senza dubbio il francese Georges Méliès (1861-1938) e una delle sue opere più note è Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la lune) del 1902. Questo cortometraggio muto di tredici minuti, ispirato da un romanzo di Jules Verne e H.G. Wells, dove alcuni astronauti si recano in una spedizione sulla Luna, anticipa di decenni le prime spedizioni lunari fino all’allunaggio del 1969.

Viaggio nella Luna, 1902

E quando si parla di allunaggio come possiamo non citare Stanley Kubrick (1928-1999) per il collegamento con la teoria del complotto sul falso allunaggio; ma non è questo che ci interessa adesso! Oggi siamo interattivi, usiamo computer, smartphone, tablet… Eppure già nel 1968 tutto questo era previsto in 2001: Odissea nello Spazio (2001: A Space Odyssey). E chissà se il turismo spaziale abbia ispirato Richard Branson per la Virgin Galactic del 2004, la compagnia per realizzare voli spaziali suborbitali per il mercato commerciale.

2001: Odissea nello Spazio (Warner Bros.)

Ma il film di Kubrick non è stato né il primo né l’unico ad aver anticipato gli smartphone, perché nel docu-film francese del 1947, La Télévision, œil de demain (o Television of Tomorrow), ispirato da un racconto di René Barjavel (1911-1945) e diretto da JK Raymond-Millet (1902-1974), non solo prevede dispositivi simili a smartphone portatili, ma anche, con incredibile precisione, il comportamento umano in relazione a questo dispositivo, come ad esempio la scena in cui le persone camminano per strada guardando gli schermi e che non possiamo fare a meno di mostrarvi nel video seguente.

Mass media e Reality Show

Il comportamento delle persone nell’usare la nuova tecnologia prende una piega molto sinistra già in Quinto Potere (Network) di Sidney Lumet del 1976, dove Peter Finch interpreta un conduttore televisivo di un’importante rete televisiva nazionale che, quando l’indice di gradimento scende notevolmente, viene liquidato. Prima di congedarsi, però, annuncia il suo suicidio in diretta davanti alle telecamere e che avverrà davanti agli occhi dei tantissimi telespettatori, una settimana più tardi. Oggi viviamo in un’epoca che per far salire gli ascolti televisivi e le visualizzazioni di un canale o un video postato sul web, si arriva a fare di tutto, anche di politicamente scorretto.

Quinto Potere (United Artists)

Senza dubbio, Quinto Potere ha anticipato di molto questi tempi, in cui la spettacolarità, anche se disturbante, ottiene un grande consenso di pubblico. Lo stesso concetto lo vediamo ne L’Implacabile (The Running Man) diretto nel 1987 da Paul Michael Glaser, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, dove nella dispotica Los Angeles del 2019, le folle di spettatori televisivi vanno in delirio per un reality show che vede i concorrenti partecipare ad una gara all’ultimo sangue e senza esclusione di colpi. Per quanto il primo esperimento di reality show risalga al 1973 con An American Family, non in diretta televisiva, ma sotto forma di serie tv, The Truman Show diretto da Peter Weir con Jim Carrey nel 1998, anticipa il Grande Fratello (Big Brother) nato in Olanda l’anno successivo e poi in America nel 2003, L’Isola dei Famosi (Celebrity Survivor), nata come serie tv svedese e poi divenuta reality show nel 2000, Al passo con i Kardashian (Keeping Up with the Kardashians) nata nel 2007, e tanti altri.

L’Implacabile (TriStar Pictures)

E l’immersione nello schermo come abbiamo visto nel docu-film degli anni ’40, avviene letteralmente nel film del visionario David Cronemberg nel suo Videodrome del 1983 con James Woods e Debbie Harry (sì, proprio lei, la cantante dei Blondie, storica band della new wave a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80). L’inquietante televisione generata dagli utenti che va a sovvertire il sistema di rete tradizionale, in qualche modo anticipa i canali di YouTube, Vimeo, Dailymotion e altre piattaforme di video sharing. Certo, nel film vengono messe in rete scene di violenza, ma prima che vengano segnalate e arrivino ad essere censurate, anche sulle piattaforme di oggi è possibile incappare in scene di questo tipo. Fortunatamente non ci fondiamo letteralmente con gli schermi, ma se ci pensiamo bene, Videodrome ha in qualche modo previsto i sistemi VR (Virtual Reality) non ci stiamo andando molto lontano.

Videodrome (Universal Pictures)

La grafica VR viene anche rappresentata nel 1992 con Il Tagliaerbe (The Lawnmower Man) di Brett Leonard, vagamente ispirato all’omonimo romanzo di Stephen King. Le esperienze di intrattenimento interattivo esistono oramai da tempo, come The Void nella Glendale Gallery, in California oppure nei vari parchi di divertimento della catena DinseyWorld.

Il Tagliaerbe (New Line Cinema)

A questo punto ci salta in mente la frase profetica pronunciata da Chip Douglas interpretato da Jim Carrey ne Il Rompiscatole (The Cable Guy) del 1996, diretto da Ben Stiller (sì, proprio quel Ben Stiller!):

“Il futuro è oggi! Presto ogni famiglia americana potrà integrare televisione, telefono e computer, visiterà il Louvre su un canale e vedrai la lotta femminile nel fango, e su un altro, potrai fare la spesa dove vuoi, o giocare a Mortal Kombat con un amico in Vietnam! Non c’è limite alle possibilità!”.

Chip Douglas
Il Rompiscatole (Columbia Pictures)

Assistenti vocali e robot casalinghi

Tornando nello spazio cosmico, una delle saghe più ricche di anticipazioni tecnologiche è la saga di Star Trek, a partire dalla serie televisiva del 1966. Innanzitutto il traduttore universale che il Capitano Kirk e il suo equipaggio usano per tradurre le lingue parlate dalle varie etnie cosmiche, non dissimile dall’attuale Google Translate e da altri suoi concorrenti. Nella serie vediamo anche i tricoder, dei dispositivi per rilevare anomalie geologiche, meteorologiche e biologiche, strumenti oggi molto utilizzati, seppure con nomi diversi; pensate che la NASA detiene un dispositivo diagnostico portatile che fornisce letture mediche rapide a distanza. Nella serie di Star Trek, l’equipaggio parlava spesso al computer e oggi abbiamo assistenti vocalinei nostri, come Siri della Apple, Google Home ed Echo/Alexa di Amazon, che eseguono operazioni grazie ai nostri comandi vocali.

il Tricorder di Star Trek (CBS, Getty Images)

Qualche anno più tardi, ma sempre in anticipo coi tempi, la Disney porta l’assistente vocale nelle case nel suo film destinato all’home video, Pat, la mamma virtuale (Smart House) diretto da LeVar Burton, nel quale PAT è l’assistente vocale installato dalla coppia protagonista, per poter controllare diverse funzionalità della casa attraverso i comandi vocali, proprio come accade oggi.

Pat, la mamma virtuale (Disney)

E la pulizia della casa gestita dai robot, non è solo stata anticipata da questo film o da Electric Dreams di Steve Barron del 1984, ma da un film precedente italiano del 1980: Io e Caterina, interpretato e diretto da Alberto Sordi (1920-2003). Sordi interpreta un uomo d’affari dominato da una feroce quanto ingenua forma di maschilismo che, dopo un viaggio negli States, torna in Italia con l’innovata tecnologia di un robot umanoide dall’aspetto femminile in grado di sostituire la donna nelle faccende domestiche, così da potersi sbarazzare di moglie e amante in colpo solo. Oggi esistono robot che puliscono casa e tagliano l’erba, proprio come vediamo anche ne I Pronipoti – Il Film (The Jetsons: The Movie) della Hanna-Barbera del 1990 e, seppure non abbiano sembianze femminili, ben presto arriveranno sul mercato consumer anche robot dalle forme umanoidi, perché sono già stati inventati e sono in continua evoluzione.

Io e Caterina (IFF)

Stampe 3D e Robot umanoidi

La stampa di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale, è in continua evoluzione, sin dal primo brevetto del 1986 di Chuck Hull per la stereolitografia. Che Hull si sia ispirato al film del 1985, La donna esplosiva (Weird Science) diretto da John Hughes? Nella pellicola, due amici “maghi del computer”, riescono a “creare” una donna, bellissima e sexy (Kelly LeBrock, quella de La signora in rosso). Il loro tentativo di creare una vita senziente ha preceduto l’avvento della stampante 3D di almeno tre decenni.

La donna esplosiva (Universal Pictures)

E non è l’unico film, perché anche nel cupo Darkman di Sam Raimi con Liam Neeson, anticipa correttamente lo sviluppo della stampa 3D e Anne Zieger  della Zieger Healthcare Communications, ha confermato che è  possibile che le stampanti 3D possano molto presto creare organi umani, inclusa la pelle.

Lo stampo della pelle sintetica di Darkman (Universal Pictures)

Ne La donna esplosiva, Kelly LeBrock è una “bambola” creata a fini erotici; oltre ad avere, quindi, avuto previsioni sulla stampa tridimensionale, il film anticipa anche l’evoluzione delle bambole destinate al mercato dei giocattoli sessuali e venduti in tutto il mondo. Le Real Dolls, sono incredibili repliche (costose) di donne e uomini che, non solo possono emulare calore, consistenza e articolazione (persino della bocca e della lingua), ma possono anche parlare e interagire. Alberto Sordi aveva visto lungo, ma anche la saga di Star Wars di George Lucas iniziata nel 1977 metteva in scena dei droidi, ricordate R2-D2, C-3PO e successivamente BB-8?

I tre droidi di Star Wars (Lucasfilm)

Oggi esistono già dei robot umanoidi in grado di compiere interazioni incredibili grazie all’Intelligenza Artificiale (AI) come Kengoro, progettato per realizzare azioni fisicamente interattive nel mondo reale, iCub, alto circa un metro per la ricerca sulla cognizione umana e l’AI, e R5 della NASA, noto come Valkyrie, che è stato progettato e costruito dalla direzione ingegneristica del Johnson Space Center (JSC) per competere nelle prove DARPA Robotics Challenge (DRC) del 2013. Potrebbe mai, quindi, un essere umano amare un’Intelligenza Artificiale come abbiamo già visto in A.I. – Intelligenza artificiale (A.I. Artificial Intelligence) del 2001 diretto da Steven Spielberg (basato su un progetto di Stanley Kubrick) o come in Lei (Her) del 2013, di Spike Jonze, nel quale Joaquin Phoenix (che ricordiamo in Joker, 2019)?

Videochiamate e Social Network

In Blade Runner, non solo Ridley Scott ha previsto un mondo devastato dall’inquinamento, predicendo l’attuale insorgenza dei cambiamenti climatici, ma anche le videochiamate, un sistema di comunicazione che ha anticipato servizi come Skype, FaceTime, Whatsapp e altre applicazioni che lo consentono.

Una videochiamata in Blade Runner (Warner Bros.)

Forse Tom Hankse Meg Ryan non potevano ancora vedersi durante gli appuntamenti attraverso messaggi di posta elettronica di C’è posta per te (You got Got Mail) di Nora Ephron del 1998, ma senza dubbio anticipavano app per incontri come Tinder, Lovoo, Meetic, Ok Cupid, Badoo, Grindr, Facebook Dating e tanti altri. Le videocomunicazioni sono invece molto più frequenti nel secondo capitolo della saga di Ritorno al Futuro (Back To The Future) diretto da Robert Zemeckis nel 1989. Il film, ambientato nel 2015, non solo vede l’uso frequente di videochiamate, ma vediamo anche le prime TV a schermo piatto. Lasciando perdere la moda della doppia cravatta e le macchine volanti alimentate a fusione fredda, ricordate quando Marty (Michael J. Fox) risponde a una videochiamata con gli occhiali? Oggi Google Glasses ha la capacità di fare la stessa cosa e molto altro, grazie ai progressi della “tecnologia indossabile”. Nel film vediamo Marty usare anche un tablet consegnato da Doc (Christopher Lloyd), che non esisteva ancora negli anni ’80. E la scansione delle impronte digitali per pagare la corsa del taxi o per sbloccare le porte? Ebbene, oggi con questo sistema possiamo sbloccare applicazioni e dispositivi e altri sistemi di sicurezza, possiamo anche pagare attraverso le app installate nei dispositivi, la quale verifica di sicurezza può avvenire tramite password o impronta digitale. Forse Sandra Bullock ha cercato di avvisarci tutti in The Net – Intrappolata nella rete del 1995, film che tratta i furti di dati sensibili e di identità, diretto da Irwin Winkler.

Gli occhiali per videochiamate di
Ritorno al Futuro parte II (Universal Pictures)

Ologrammi e Schermi digitali

Ricordate quando nel primo film della saga di Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza del 1977, la principessa Leia (Carrie Fisher, 1956-2016) chiede l’aiuto di Obi-Wan Kenobi? Oggi sono attrazione in moltissimi parchi di divertimento e in molti spettacoli musicali.

L’ologramma di Leia in Star Wars (Lucasfilm)

Ma l’evoluzione del video digitale vede il suo exploit nella satirica scena del trailer de Lo Squalo 19. Forse se sommiamo tutti i film con gli squali, compresa la esilarante saga degli squali volanti di della casa Sharknado di produzione The Asylum, forse abbiamo superato quella cifra! Senza dubbio la realtà aumentata nel mondo digitale è andata avanti molto più di quanto previsto in quella trovata nel film.

Ritorno al Futuro parte II (Universal Pictures)

Nell’universo distopico di Blade Runner di Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford e Rutger Hauer, vediamo una donna proiettata su un gigantesco cartellone pubblicitario di Los Angeles mentre promuove alcuni prodotti. Quando il film uscì nel 1982 non c’erano ancora i mega screen di Times Square a New York, quelli di Piccadilly Circus a Londra e altri che oggi illuminano molte grandi quartieri commerciali.

Blade Runner (Warner Bros.)

Ricordate in Minority Report quando Tom Cruise viene sopraffatto da diverse pubblicità specificamente mirate su di lui mentre sta camminando per il centro commerciale? Ebbene, quante volte oggi avete cercato qualche prodotto su internet e poi avete visto proposte commerciali simili sui vostri social network? Facebook e Amazon, sono fra i primi ad utilizzare dati demografici e interessi degli utenti per creare annunci personalizzati.

La scena delle proposte commerciali personalizzate in Minority Report (20th Century Fox)

Non solo, in questo film tratto dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick (1928-1982) e diretto da Steven Spielberg, vediamo le interfacce del computer interagire ai gesti umani per mezzo di appositi guanti digitali, qualcosa che conosciamo molto bene se pensiamo al WiiMote di Nintendo, alla Kinect della Microsoft per la console di videogiochi Xbox o al Playstation Move di casa Sony, che ci permettono di interagire ed emulare gli stessi movimenti del personaggio del videogame.

Minority Report (20th Century Fox)

Droni e Macchine volanti

Forse non abbiamo hovercar che svolazzano nel cielo come in Blade Runner o Ritorno al Futuro II, ma la tedesca Volocopter GmbH di Alexander Zosel e Stephan Wolf, progettano velivoli elettrici multirotore per uso personale e altri per uso taxi. Sempre in Ritorno al Futuro II, vediamo i droni portare i cani a passeggio; per ora questo non accade ancora, ma questa possibilità è forse più vicina di quanto immaginiamo. I droni hanno visto la loro prima comparsa cinematografica nel fortunato film Terminator di James Cameron nel 1984, con i droni cacciatori-assassini senza pilota, non dissimili da quelli usati oggi in campo militare, ma anche per amanti del modellismo e delle riprese aeree. I droni di oggi non sono muniti di cannoni laser color viola, ma Skynet, la rivoluzionaria intelligenza artificiale basata su un innovativo processore a rete neuronica, che vediamo nel film, oggi è il nome di una serie di satelliti militari del Regno Unito che forniscono servizi di comunicazione sicura per le forze armate britanniche.

I droni assassini di Terminator (Paramount)

Prima del suo remake del 2012, in Atto di Forza (Total Recall) del 1990 diretto da Paul Verhoeven e ispirato ancora una volta da un racconto breve di Philip K. Dick, vediamo Arnold Schwarzenegger prendere un Johnny Cab, ovvero un taxi a guida autonoma. Ebbene, esistono già! Waymo, un’impresa del gruppo Alphabet (di Google), che utilizza la tecnologia per creare autovetture autonome, sta elaborando una nuova piattaforma per veicoli elettrici focalizzata sulla mobilità e rivolta in particolare ai servizi di ride hailing, ovvero i taxi. Waymo ha già stretto accordi con Volvo, Renault, Nissan, Mitsubishi, Chrysler Automobiles, Jaguar e Fiat, per la fornitura di veicoli da adattare a taxi autonomi. Volvo fornisce già dei veicoli a Uber, la società americana di taxi privati che lavora nell’automazione e che sta sperimentando soluzioni driverless. Inoltre, all’inizio del film quando Schwarzenegger deve attraversare uno scanner per tutto il corpo che attira l’attenzione indesiderata del personale di sicurezza, chiunque  abbia preso un volo nell’ultimo decennio avrà visto questo sistema di scanning.

Schwarzenegger e Johnny Cab in
Atto di Forza (TriStar Pictures)

Materiali innovativi e invisibilità

L’uso di liquido traspirante per aiutare i subacquei a sopravvivere a profondità impossibili in The Abyss del 1989 diretto da James Cameron, è diventata realtà nel 2017, quando dei ricercatori tedeschi hanno spinto il processo di “ventilazione liquida” attraverso un processo di test complicato quanto innovativo. La respirazione liquida è una forma di respirazione in cui un organismo, invece di respirare aria, respira un liquido ricco di ossigeno come per esempio i perfluorocarburi. Questo tipo di respirazione potrebbe essere utile sia in campo medico nel trattamento di pazienti con gravi problemi polmonari o cardiaci, sia per i viaggi nello spazio e immersioni subacquee. Speriamo che la tecnologia sia perfezionata prima che gli alieni di The Abyss decidano di visitare i nostri oceani!

The Abyss (20th Century Fox)

I viaggi nel tempo sono un altro tema molto battuto nei film di fantascienza e in questo quarto film di Star Trek, diretto da Leonard Nimoy (che interpreta anche Spock), ne fa uso per salvare una nave Klingon rubata. Non è il viaggio del tempo ad essere stato anticipato, non ancora, ma l’alluminio trasparente! Avete letto benissimo: l’invenzione del signor Scott, interpretato nel 1986 da James Doohan, è diventata una realtà sul nostro pianeta nel 2009, grazie agli scienziati dell’Università di Oxford che hanno bombardato l’alluminio regolare con potenti raggi X. Quindi la prossima volta che un capitano di una nave intergalattica vi chiederà dove può trovare abbastanza alluminio trasparente per ospitare due megattere (balene) e tonnellate di acqua sull’astronave, saprete cosa indicargli!

Vero alluminio trasparente

L’invisibilità non viene anticipata solo da Star Trek, perché ne La morte può attendere (Die Another Day) del 2002, forse il peggiore dei tanti film della saga dell’agente 007 James Bond, qui interpretato da Pierce Brosnan, uno dei gadget meno sciocchi (questo capitolo ne è pieno!) è l’auto invisibile. La tecnologia di occultamento sta rapidamente diventando una realtà: si chiama camuffamento attivo e, per anni, vari militari in tutto il mondo hanno lavorato su una versione simile per mascherare i loro carri armati.

L’auto invisibile di 007 in
La morte può attendere (MGM Distribution Co.)

Previsioni sbalorditive

Non sono state solo le previsioni tecnologiche a sbalordire il pubblico, perché ci sono stati film che in qualche modo hanno previsto avvenimenti futuri. Torniamo a parlare ancora di Ritorno al Futuro II, con la previsione quasi azzeccata in cui i Chicago Cubs avrebbero vinto a baseball le World Series dopo 108 anni: accadde davvero, solo un anno più tardi, nel 2016!

Un’altra previsione, questa volta più drammatica, è quella in Super Mario Bros. diretto da Rocky Morton e Annabel Jankel e interpretato da Bob Hoskins nel ruolo dell’omonimo personaggio; più che una previsione avveniristica, è una preveggenza terroristica. In questo film del 1993, ambientato in modo bizzarro a New York City, si vedono le Torri Gemelle del World Trade Center, disintegrarsi come negli oggetti del gioco di Super Mario, mentre un aereo sembra creare un buco volando attraverso la torre di destra. In questi casi Adam Kadmon chiederebbe: “Coincidenze?”. Beh, a meno che davvero i terroristi non si siano ispirati a questa scena del film o che “gli Illuminati” volessero farci sapere qualcosa in anticipo, diremmo proprio di sì, un’incredibile e spaventosa coincidenza.

A sinistra una reale immagine dell’11 settembre 2011
e a destra un fotogramma di Super Mario Bros. (Buena Vista Pictures Distribution)

L’11 settembre 2001 rimarrà in modo indelebile nelle nostre menti… a meno che potessimo cancellarne il ricordo come in Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind) diretto nel 2004 da Michel Gondry, con Jim Carrey e Kate Winslet.Anche se ci mancano i mezzi per fare esattamente ciò che avviene nel film, non è più un’impresa del tutto impossibile secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology.

Se mi lasci ti cancello (Focus Features)

Lo studio per cancellare i ricordi è stato già effettuato su alcuni topi da laboratorio, quindi in futuro sarà possibile agire anche sui traumi e ricordi che condizionano la nostra esistenza. Nonostante questa possibilità sembra avvicinarsi, i ricercatori impegnati presso l’Università di Toronto hanno scoperto che i soldati che soffrono di stress post-traumatico (Post Traumatic Stress Disorder, PTSD), possono essere aiutati “cancellando” i singoli ricordi degli eventi che causano il trauma emotivo attraverso l’ipnosi. Inoltre, un gruppo di scienziati olandesi afferma che i comuni farmaci per il cuore possono essere usati per ridurre l’impatto dei ricordi che inducono traumi o addirittura per cancellarli del tutto.

Scusate, di cosa stavamo parlando??

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