Le inquietanti leggende su Chernobyl

Le inquietanti leggende su Chernobyl

Dalle creature mutanti alle cospirazioni, dagli alieni all’assenzio: ecco alcune leggende su Chernobyl

L’incidente alla centrale nucleare a fissione Vladimir Il’ič Lenin di Černobyl’, accaduto fra la notte del 26 e il 27 aprile 1986 a 3 Km da Pryp”jat’, in Ucraina, ha dato vita, nel tempo, a una serie di leggende urbane. Ve ne raccontiamo alcune.

Mutazioni animali

Come non ricordare il pesce a tre occhi in The Simpsons per accennare alle gravi mutazioni negli animali e nelle persone? Esiste un videogame del 2007 dal titolo S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl che si ispira a questa leggenda; non è da meno il film horror dal titolo Chernobyl Diaries del 2012 diretto da Bradley Parker.

In realtà, la ricerca sulla fauna nella zona rossa dell’incidente, ha subito danni gravissimi. Alcuni animali sono nati con cervelli più piccoli, altri hanno manifestato tumori e sterilità. Ci sono stati animali che hanno riportato, però, mutazioni genetiche. Ad esclusione degli insetti e degli uccelli che si spostano nelle zone ancora con alto tasso di radioattività, gli altri vivono in un paradiso selvatico, proprio a causa della mancanza di esseri umani.

A raccontarci di queste leggende è la ricercatrice Anna Kérchy dell’Università di Szeged, in Ungheria nel suo libro del 2012 Exploring the Cultural History of Continental European Freak Shows and ‘Enfreakment’.
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, vennero organizzate mostre di fotografia con qualsiasi forma vivente che avesse subito una deformazione: sembrava di essere tornati al circo del film Freaks di Tod Browning del 1932. I mostri, quelli delle leggende urbane, hanno avuto vita più lunga

Vi lasciamo ad una galleria fotografica molto suggestiva e toccante, del fotografo Glenn Meling:

Il corvo mutante

Spesso a seguito di un disastro emergono storie su un presagio di sventura, spesso nella forma di una creatura reale o immaginaria. Nell’Ivankiv Raion, il distretto dell’Ucraina dove si trova Chernobyl, la gente racconta la storia dell’uccello nero, una creatura mutante con occhi rossi. Qualcuno pensa che sia un merlo, altri, un corvo. Questa apparizione sarebbe stata vista dai lavoratori dello stabilimento di Chernobyl il 26 aprile 1986, il giorno del fatale incidente. Dopo l’evento, è stato riferito che chiunque avesse visto questa creatura soffriva di incubi ed era vittima di stalking telefonico. Come un uccello sapesse comporre un numero telefonico; ma era mutante, quindi poteva farlo!

Ironia a parte, l’archeologo australiano Robert Maxwell, che ha lavorato a Chernobyl, ha detto che questa leggenda è diventata una favola dark, tramandata da persona e persona e quindi è difficile risalire alla sua fonte.

Il picchio di Chernobyl

Dal corvo al picchio è un attimo!
, “il picchio”, così era soprannominato il segnale radio intermittente che fu identificato nel 1976 e che proveniva da un radar militare russo molto potente, il Duga-3, costruito in segreto in Ucraina per intercettare il lancio di missili balistici dei nemici. Quel ticchettio, simile al beccare di un picchio su un tronco, smise di farsi sentire nel 1989.

Alcune teorie del complotto pensano che il grande radar e l’incidente del reattore nucleare siano collegati. Secondo la teoria, l’incidente servì per coprire il fallimento del Duga-3, perché era voluto dall’allora ministro delle comunicazioni.

Dal 1989 nessuno lo ha più sentito, ma oggi chi fa turismo nella zona di esclusione può fotografare la gigantesca antenna che sorge vicino a Chernobyl. E se il Duga e il disastro fossero collegati? L’inevitabile teoria del complotto afferma che il disastro nucleare fosse un modo per coprire il fallimento di Duga, che era un prototipo voluto (dice la teoria) dal ministro delle comunicazioni Vasily A. Shamshin, in quanto un’ispezione lo avrebbe portato all’arresto.

Sempre secondo la teoria, l’incidente doveva essere di minori dimensioni, ma poi sarebbe sfuggito di mano. Ovviamente è una teoria priva di logica e di prove. Questa tesi priva di basi e logica sembra uscita da un film di fantascienza. E il film esiste: The Russian Woodpecker (Il complotto di Chernobyl) del 2015.

Un’altra teoria sul picchio è che il Duga-3 servisse per esperimenti sul controllo mentale e su quello climatico.

L’aiuto degli alieni

Quando si parla di complotti e cospirazioni gli alieni non mancano mai.

Se qualcuno sta pensando che la leggenda veda coinvolti gli alieni nell’incidente per sbarazzarsi del genere umano e conquistare la Terra, si sta sbagliando. La leggenda è più rosa che nera. Gli alieni, infatti, sarebbero venuti in nostro aiuto per prevenire ulteriori disastri a Chernobyl.

Una decina di testimoni avrebbero visto degli oggetti volanti stazionare sopra la centrale prima dell’incidente. Secondo la loro dichiarazione, gli UFO avrebbero volteggiato per circa sei ore proprio sopra al reattore 4, quello che scatenò l’inferno radioattivo.

Ci sarebbe un testimone oculare con nome e cognome: Mikhail Varitsky; l’uomo avrebbe visto una sfera luminosa dal diametro di circa 6-8 metri, dalla quale uscivano dei raggi luminosi verso il reattore coinvolto nell’incidente. L’UFO volteggiava a 300 metri circa dalla superficie del reattore e l’operazione è durata circa tre minuti, per poi volar via in direzione nord-occidentale. Secondo Varitsky, l’UFO ha abbassato il livello di radiazioni di quattro volte evitando così l’esplosione nucleare.

Per quanto alcuni pensino che a Chernobyl ci fu l’esplosione nucleare, in realtà fu la dispersione di sostanze radioattive a creare il disastro. L’esplosione avrebbe potuto devastare parte della regione.

L’UFO fu avvistato tre anni dopo, il 16 settembre 1989, quando la quarta unità di generazione di energia emetteva radiazione nell’atmosfera. Diverse ore dopo, un medico vide un oggetto sopra la zona della centrale. Il dottor Gospina lo ha descritto di colore “ambrato”. Nell’ottobre del 1990, il giornalista V. Navran del quotidiano Echo of Chernobyl, scattò alcune fotografie all’officina meccanica dello stabilimento. Solo dopo aver sviluppato e stampato le fotografie, si è visto un oggetto sospeso sopra il buco sul tetto dell’officina.

Gli alieni saranno preoccupati per noi o per loro? Voi cosa ne pensate?

L’assenzio della fine del mondo

Lo sapevate che in ucraino, Chernobyl significasse assenzio? E dato che l’assenzio è citato nell’Apocalisse dell’apostolo Giovanni, Chernbyl doveva essere un segno della fine del mondo.

In realtà Černobyl’ è la versione russa della parola ucraina “Chornobyl“, il nome comune dell’Artemisia vulgaris, una pianta che cresce abbondante nella regione. Per quanto sia simile, non è l’assenzio, la quale pianta è l’Artemisia absinthium, in ucraino chiamata Polyn.

Chernobyl e l’Hiv

Il disastro di Chernobyl ha avuto un impatto enorme sull’Europa centrale e orientale, sia sulla vita quotidiana delle persone nella regione che sulla loro salute. L’incidente è stato collegato all’aumento del cancro alla tiroide, ma è stato anche l’obiettivo di false storie mediche.

Una di queste leggende dannose alla “psicosi collettiva”, collega l’incidente di Chernobyl a una malattia simile all’HIV. Mentre il disastro coincideva con l’apice del panico e dell’ignoranza che circondava l’HIV, la storia ha ricevuto una certa trazione. L’ex deputato dell’Alabama, Glen Browder, ha ascoltato la storia mentre visitava l’area, scrivendo per l’Huffington Post che: “La cosa più crudele che ho sentito è stata la voce emergente sull’ “HIV di Chernobyl”, una sorta di malattia infettiva che i superstiti della regione colpita, poteva trasmettere e diffondere nel mondo. Ovviamente è priva di fondamento, ma la leggenda in quegli anni aveva circolato parecchio.
Voi ne avevate sentito parlare?

Copertura del governo

Un disastro di questa portata attira spesso la teoria della cospirazione standard; che è stato tutto orchestrato dal governo, in questo caso dal governo sovietico. Una variante è che la CIA abbia sabotato le attrezzature vitali nella centrale o che il disastro sia stato un piano a lungo termine da parte dei russi per evitare che l’Europa costruisse centrali nucleari, così da dover fare affidamento solo sul petrolio e sui gas di proprietà russa.

E voi, conoscete qualche altra leggenda su Chernobyl? Raccontatecela nei commenti o inviateci la storia via email.

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