La misteriosa scomparsa di Susan Adams

La misteriosa scomparsa di Susan Adams

Una donna svanisce nel nulla nel settembre del 1990 nell’Idaho. Forse rapita dagli alieni?

Oggi vi racconteremo una storia molto enigmatica, quella della scomparsa di una donna texana: Susan Seymour Adams, una donna di 42 anni, nativa americana. Susan era con suo marito Tom in campeggio in un tour chiamato Ironn Horse Outfitters, la cui destinazione era un’area protetta vicino a Battle Lake, un lago nel Selway-Bitterroot Wilderness, a est di Grangeville, vicino al confine fra Idaho e Montana. La zona è nota per le fitte foreste e si estende su oltre cinque mila chilometri quadrati.

Susan Adams

Susan amava la vita all’aria aperta e, nonostante non fosse alla sua prima escursione, non aveva tutta l’esperienza del marito Tom. Quando il 22 settembre 1990 arrivarono a Idaho Falls, pronti per la nuova avventura, incontrarono il responsabile della compagnia del tour, Art Griffith. Era sabato e il weekend prometteva giornate splendide per passeggiate a cavallo in mezzo alla natura incontaminata. Il mercoledì mattina del 26 settembre raggiunsero a cavallo l’accampamento di Battle Lake, dove furono accolti dal resto della comitiva che era composta sia dalle guide turistiche e da un gruppo di cacciatori; inoltre c’era anche il cuoco del campo. Si fermarono con tutto il gruppo diversi giorni, passati a fare birdwatching ed escursioni.

La notte fra il 29 e il 30 settembre, Tom decise di unirsi con il gruppo dei cacciatori per fare un’escursione e per provare la caccia notturna. Susan non si sarebbe unita a loro, ma li avrebbe accompagnati a cavallo in compagnia di un’altra guida, fin sopra la cresta della collina, per poi tornare al campo. Fu l’ultima volta che Tom e Susan si salutarono per poi non vedersi mai più.

La zona dell’escursione di Susan

Verso le ore 9.00 del mattino, Susan riferì al cuoco che sarebbe uscita dal campo per una passeggiata e fare del birdwatching nei dintorni per poi dirigersi ad una zona pianeggiante nota al gruppo. Quella domenica il tempo era sereno e il cielo terso. Prese con sé solo il binocolo e la macchina fotografica. Verso il pomeriggio, suo marito Tom rientrò al campo con il resto dei cacciatori e seppe dell’escursione della moglie. Passarono le ore, ma Susan non rientrava al campo. Tom cominciò a preoccuparsi e al calar del sole decise di uscire assieme ad altri escursionisti verso la zona aperta dove Susan disse di essere diretta. Rintracciarono le sue orme sul sentiero in discesa, ma ad un certo punto le tracce di Susan si interrompevano senza dare indizi sulla direzione che aveva preso. Erano tutti inquietati e perplessi perché dopo venti metri di cammino tracciato, Susan sembrava essere svanita nel nulla. Le ricerche continuarono fino a notte inoltrata, cercando dappertutto; Tom la chiamò disperatamente senza mai ricevere risposta o notare un segno del suo passaggio.

Alle prime luci del mattino, una delle guide prese un cavallo per scendere in città ad avvisare le autorità. Iniziarono così le ricerche più estese, sia terrestri che aerei per mezzo di elicotteri. Di Susan non vi fu alcuna traccia. Martedì 2 ottobre il tempo era decisamente cambiato, le temperature erano scese di molti gradi e soprattutto di notte si temeva il peggio per Susan, qualora fosse ferita da qualche parte. A complicare le cose fu la prima nevicata, molto forte e densa da ostacolare le ricerche che, da lì a poche ore, furono sospese fino a quando il tempo non avrebbe permesso di poter addentrarsi nella foresta o perlustrare l’area dall’alto con l’elicottero.

Dopo una settimana il tempo sembrò essere più stabile e le ricerche ripresero ininterrottamente giorno e notte per i tre giorni a seguire. Secondo lo sceriffo Randy Baldwin, Susan doveva essere morta; se avesse riportato ferite gravi per caduta accidentale o per aggressione di qualche animale selvatico, il troppo tempo trascorso con temperature così basse, non davano speranze che potesse essere sopravvissuta. Secondo Baldwin, i resti della donna dovevano essere ancora in quella zona.

Disperati per la perdita di Susan, i suoi familiari non si diedero per vinti e assunsero una sensitiva che riuscì a percepire il dolore donna e che, secondo le percezioni, Susan aveva subìto un trauma cranico e “sentiva” che era deceduta. Ma perché allora non hanno trovato il corpo o tracce del suo passaggio? Susan Adams era letteralmente sparita.

L’estate seguente, nel luglio 1991, venne organizzata un’altra spedizione di ricerca, questa volta utilizzando dei cani per cercare di localizzare i resti del corpo di Susan. A capo dell’investigazione c’era il capitano Skott Mealer della contea di Idaho, che in un’intervista di quel periodo, ricorda quellaspedizione come la più grande ricerca mai organizzata ad Idaho. Furono ingaggiati esperti elicotteristi grazie all’intervento dell’allora governatore del Texas, Ann Richards, che chiese un sostegno direttamente alla Guardia Nazionale. Questa intensa ricerca portò ad alcune nuove tracce possibili di Susan che, secondo una ricostruzione, doveva aver subìto una distorsione o, forse, una frattura alla gamba sinistra.

Cosa è accaduto, quindi, a Susan Adams? Cosa l’ha portata ad allontanarsi e poi a far perdere le proprie tracce? E perché le sue tracce si sono interrotte bruscamente?

A queste domande ci sono alcune teorie come risposte.

Susan non era alla sua prima escursione, ma non si era mai avventurata da sola in mezzo ad una fitta vegetazione. Quindi la prima teoria è che la donna si sia persa e ferita, per poi morire in qualche imprecisato punto della fittissima foresta. La seconda teoria è di omicidio e il primo a essere sospettato fu il cuoco del campo, quale ultima persona ad averla vista viva e alla quale Susan gli aveva comunicato dove si stava dirigendo. Se le avesse fatto del male dopo un possibile tentativo di stupro, si sarebbero rinvenute tracce di colluttazione sul corpo dell’uomo, ma non sono state trovate né sui vestiti, né lungo i sentieri. Il secondo sospetto di omicidio fu per il marito, Tom, che dopo averla trovata, sarebbe nata un violento litigio e in un momento di rabbia potrebbe averla colpita e uccisa, per poi occultarne il cadavere e tornare al campo. Ma anche in questo non sono stati trovati segni di colluttazione né tracce di Susan; inoltre, Tom non era solo, ma in compagnia dei cacciatori. Una terza teoria è che Susan sia stata attaccata da qualche grosso predatore di montagna, ma non sono stati rinvenuti frammenti dei suoi vestiti, né tracce di sangue. L’ultima teoria è quella di un rapimento e fra le ipotesi ci sarebbe quella di origini extraterrestri.

E voi che idea vi siete fatti? Quale teoria pensate sia la più plausibile? Fatecelo sapere nei commenti.

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