Il secondo mazzo di Tarocchi di Waite

Il secondo mazzo di Tarocchi di Waite

Il secondo mazzo di tarocchi del più famoso illustratore di carte divinatorie

Se siete amanti delle carte divinatorie fra le quali i tarocchi, probabilmente avrete già sentito parlare di Arthur Edward Waite (1857 – 1942): avete presente Rider-Waite o Waite-Smith? È stato il prototipo di Tarocchi più imitato nella storia. Senza nulla togliere ai mazzi moderni come quello di Thoth di Aleister Crowley (1875 – 1947) e Marguerite Frieda Harris (nota come Lady Frieda Harris, 1877 – 1962), quelli di Waite sono davvero affascinanti.

Esiste un libro pubblicato sull’argomento, scritto da Marcus Katz e Tali Goodwin, che si può ancora reperire edito da Lo Scarabeo e si intitola I segreti dei tarocchi Rider Waite Smith. Si tratta della versione italiana di un libro scritto fra il 1917 e il 1923.

Il lavoro originale dei due autori è disponibile gratuitamente sul sito web del British Museum.

Apparentemente, questo era il tentativo di Waite di allineare i Tarocchi più direttamente in linea con la Cabala (Qabalah o Kabbalah), in particolare con l’Albero della Vita, seppure Waite avesse negato qualsiasi tentativo di unire l’Albero con gli Arcani Maggiori.

Questa volta, il suo artista preferito fu John B. Trinick, un australiano che visse in Inghilterra per gran parte della sua giovinezza. Uno degli stili principali di Trinick era il vetro colorato. Mentre la maggior parte del suo lavoro era di natura cristiana “tradizionale”, studiò anche il rosacroceismo e la massoneria. Ha anche scritto e pubblicato un libro di poesie chiamato Dead Sanctuary nel 1922, e The Fire Tried Stone , un’opera su Carl Jung, nel 1967. Purtroppo non sono reperibili in lingua italiana, ma se masticate l’inglese ne vale davvero la pena.

Ma torniamo ai Tarocchi! L’ordine del Golden Down (più precisamente e per esteso, Hermetic Order of the Golden Dawn, in italiano Ordine Ermetico dell’Alba Dorata) nato alla fine del XIX secolo, era una società segreta iniziatica fondata sulla tradizione della Cabala, un insieme degli insegnamenti esoterici dell’ebraismo rabbinico già diffusi a partire dal XII-XIII secolo. 

Waite era entrato in possesso di elementi magici della Golden Dawn e li incluse nei suoi lavori in favore del misticismo cristiano a cui apparteneva, dato che il suo rivale, Aleister Crowley, sarebbe andato dalla parte opposta, fondando Thelema, una religione/filosofia più legata alla magia che alla cristianità. Crowley preferiva comunque il termine magico a quello di magia, perché voleva separare le pratiche occulte da quelle dell’illusionismo.

Mentre alcuni resti fotocopiati del mazzo Waite-Trinick sono sopravvissuti, gli originali sono stati considerati perduti: i fac-simili più vicini agli originali si possono trovare nei tarocchi di Ronald Decker e nel libro di Michael Dummett, A History of the Occult Tarot. Tali Goodwin è riuscita a trovare una copia delle carte su E-bay e ha continuato a rintracciare la famiglia sopravvissuta di Trinick, che era ancora in possesso degli originali.

Ecco alcuni esempi delle carte Waite-Trinick:

Waite, con l’aiuto dell’artista britannica Pixie (vero nome Pamela Coleman-Smith, 1878-1951), voleva dare un contributo rivoluzionario per le generazioni future che avrebbero visto e compreso i tarocchi, ma non è riuscito; quindi ha reinventato il mazzo e stava puntando alla mitologia celtica.

E voi, siete appassionati di Tarocchi? Quali usate e perché li preferite? Fatecelo sapere nei commenti.

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