Gli scienziati hanno ricreato il volto di un uomo che è morto 8000 anni fa

Gli scienziati hanno ricreato il volto di un uomo che è morto 8000 anni fa

Dai resti ritrovati nel 2012 in fondo a quello che un tempo era un piccolo lago svedese, è stato scelto un teschio impalato e senza mascella per una ricostruzione 3D

Potremmo non scoprire mai perché il cranio di un uomo dell’età della pietra sia finito su un paletto in una misteriosa tomba sotto un lago che esisteva migliaia di anni fa. Ma andiamo con ordine e spieghiamo come sono stati scoperti questi antichi resti.

Il ritrovamento dell’antica tomba lacustre

Il sito Kanaljorden si trova nella città di Motala, nella Svezia centro-meridionale. Nel 2009, doveva essere costruita una nuova linea ferroviaria dove un tempo, in quella zona, c’era un piccolo lago poco profondo. Ma cosa accadde al laghetto? Il piccolo lago si era formato circa 11.700 anni fa, all’inizio dell’epoca geologica chiamata Olocene, per via dei movimenti della crosta terrestre verticali, chiamati isostatici. Col tempo divenne una palude, fino a prosciugarsi.

Durante gli scavi, alcuni addetti ai lavori inciamparono in una delle scoperte archeologiche più importanti che la nazione avesse visto: la cosiddetta “Tomba dei teschi sommersi”, una collezione di teschi risalenti a 8000 anni fa anni, che erano stati infilzati su dei pali.

Il sito archeologico di Kanaljorden

I resti appartenevano ai cacciatori-raccoglitori mesolitici, un gruppo vissuto fra il Vecchio e il Nuovo Medioevo. Assieme ai resti umani, sono stati trovati altri manufatti, come un piccone decorato con delle corna, punte di ossa tempestate di selce e resti di animali che probabilmente avevano un valore simbolico per le persone che li usavano.

Un’altra scoperta interessante è stata quella di un cranio femminile con dentro un osso temporale di un’altra donna. Non è noto se le due donne fossero parenti, forse madre e figlia. Lo si scoprirà con l’analisi del DNA.

Molto probabilmente deve esserci stato un rituale per sepolture secondarie, perché le ossa sono state indubbiamente rimosse dalle loro tombe per essere sepolti in una fossa comune scavata nella pietra, per di più sotto quel millenario laghetto prosciugato.

I teschi impalati

Fra i resti umani, la particolarità è che i teschi non avevano la mascella e due avevano i fori dei paletti di legno ritrovati ancora ben conservati. Le punte erano state inserite attraverso le grandi aperture ovali sul fondo dei teschi, suggerendo che erano state montate prima di essere depositate nel lago.

Teschio senza mascella

I paletti dovevano essere stati impiantati nel terreno, o forse, fra le braci, dato che alcuni teschi presentano lievi tracce di bruciature. Dopo che il rituale fu completato, i resti furono sepolti sotto il laghetto. Non si è a conoscenza del tipo di rituale, ma è probabile che i resti appartenessero a nemici uccisi in combattimenti e per questo motivo i teschi sono stati esposti come trofei di guerra.

Il teschio ancora impalato che ha dato via alla ricostruzione 3D

Fra i teschi ne è stato trovato uno con il paletto ancora conficcato. Intorno al cranio erano anche disposte ossa di animali, ordinate in base al tipo di creatura a cui appartenevano. Quelli attorno al teschio sembravano proprio essere resti di caccia faunistica: quando quest’uomo mesolitico è morto, indossava una pelle di un cinghiale.

La ricostruzione in 3D

La scelta per la ricostruzione 3D è caduta proprio su questo cranio. A capo dell’operazione di ricostruzione, c’è ancora una volta il medico legale e artista forense, Oscar Nilsson, che nel corso degli anni ha rivelato le immagini di molte altre persone antiche. Per riuscire in questa straordinaria elaborazione, sono stati utilizzati i dati ottenuti a seguito dell’analisi genetica, così da riuscire a ricreare il volto di un uomo di circa cinquant’anni, con i capelli scuri e gli occhi blu. Gli è stato dato anche un nome: Ludvig.

Oscar Nilsson con una delle sue ricostruzioni

Per non danneggiare il cranio scoperto, il team di Nilsson, ha utilizzato la tomografia computerizzata e dai dati rilevati si è passati allo stampo di una copia 3D in vinile. Il risultato, come tutte le opere di ricostruzione di Nilsson, è stupefacente.

Il sito di Kanaljorden è straordinario perché i resti sono di unici esemplari ad oggi noti dell’era mesolitica.

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