Rugarou, il lupo mannaro francese

Rugarou, il lupo mannaro francese

Un essere a metà fra un licantropo e il Windigo della tradizione nordica americana

Esiste una leggenda in Europa che racconta di un lupo mannaro francese. Il nome Rugarou, è la pronuncia métchif (lingua mista che deriva dalla lingua algonchina parlata in Canada e dal francese) della frase francese loup garou, che significa uomo-lupo.

Esistono alcune storie riguardo questa figura licantropa europea; alcune derivano dalle leggende sui lupi mannari francesi e altre sono adattamenti dalla mitologia dei Nativi Americani Algonchini sui mostri di ghiaccio divoratori di uomini, come ad esempio il Windigo, e alcune sono combinazioni delle due. Un’altra spiegazione è la maledizione da parte di qualche divinità o strega. A differenza del classico licantropo, il Rugaou, ha solo la testa simile al lupo, mentre il resto del corpo è quella di un umano.
E’ molto probabile che il popolo nativo dei Chippewa o quello dei Ojibwa del Nord Dakota, abbiano coniato il nome nel semplificare la descrizione di un essere peloso molto simile ad un umano. Dopotutto parrebbe che la leggenda abbia avuto origine fra i cacciatori del Canada francese.

La storia del Rugarou, noto anche come Roux-Ga-Roux, Rugaroo, o Rougaru, è una creatura leggendaria che ha origine nella regione Laurenziana. Nella seconda metà del XVIII secolo, i canadesi francofoni originari dell’Acadia, un’area dell’America settentrionale sulla costa dell’Oceano Atlantico, furono espulsi e deportati in Louisiana. Nel corso dell’Ottocento si aggiunsero anche molti immigrati, per lo più spagnoli e tedeschi. I discendenti dei deportati costituirono un gruppo etnico, i Cajun, che diede vita a leggende tramandate dai loro avi.

Secondo il professor Barry Jean Ancelet, un esperto del folklore di Cajun all’Università della Louisiana a Lafayette, si pensava che la storia del Rugarou fosse nata come una storia di ammonimento nella Francia medievale, per spaventare i bambini a stare lontano dai boschi di notte. Una volta che queste storie arrivarono attraverso l’Atlantico a Cajun in Louisiana, la leggenda di Rugarou si riaccese e si diceva che si aggirasse nelle paludi, nei campi, nelle foreste e nella città di New Orleans. La storie che circondano il Rugarou non erano solo delle storie terrificanti per tenere a bada i bambini monelli, ma erano anche un modo per tenere in riga i cristiani cattolici che volessero infrangere le regole della Quaresima: se per sette anni consecutivi avessero infranto la Quaresima, ci sarebbe stato il rischio che si trasformassero nel Rugarou.

Come per i lupi mannari, anche per i Rugarou la luna piena sarebbe il momento propizio per la trasformazione, ma una volta mutati nella bestia, non necessitano della consumazione di carne umana per tornare nelle sembianze umane, ma basterebbe un solo morso e in quel momento anche un contatto visivo con la creatura. Per saziare la brama di carne cruda, il Rugarou si ciberebbe di altri animali. Quel morso all’umano, però, sarà sufficiente per trasferire la maledizione alla sua prossima vittima e il circolo vizioso continuerebbe secondo la tradizione nativa.

Il Rugarou ha connotazioni sacre ed è noto per essere in contatto con la natura, proprio come il Bigfoot, che è stato anche conosciuto per apparire in tutto il Nord Dakota rurale, come ad esempio a Ellendale.

Rugarou esposto all’Audubon Zoo a New Orleans

Una curiosità è che allo zoo Audubon di New Orleans, hanno esibito un manichino a grandezza naturale del Rigarou. E voi conoscete altre leggende sui lupi mannari? Raccontatecele nei commenti.

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